Lecco, 3 Ottobre 2003

                                              

                                                                                          

 

COMUNICATO STAMPA

Campagna di monitoraggio del radon

 

        

         Premessa

 

Il Decreto Legislativo 241/00 in vigore dal 1 gennaio 2001, in attuazione di direttive della Unione Europea introduce in Italia l’obbligo di considerare l’esposizione alle radiazioni di origine naturale tra i possibili rischi per i lavoratori e per la popolazione e attribuisce alle Regioni e alle Province autonome il compito  della individuazione delle  aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon.

 

 

 

Cos'è il Radon

 

Il radon è un gas radioattivo presente in  natura e la sua concentrazione  nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro può costituire un problema per la salute di una popolazione. Negli spazi confinati infatti la concentrazione di radon  è normalmente superiore a quella in  atmosfera  per l’accumulo  dovuto al ridotto meccanismo di diluizione. La concentrazione del radon indoor dipende da una serie di fattori e i vari contributi nel caso di una abitazione sono stati stimati mediamente come segue:

 

 

 

 

                                                        Contributo                     Contributo

                                                        al piano terreno              ai piani superiori

 

-  Suolo                                                      60%                              --

-  Materiali da costruzione                               20%                                    50%

-  Aria esterna                                             20%                              50%

 

ECA- Radon in indoor air- Report n° 15, EUR  16123 EN,  Luxemburg; Office for Official Pubblications of the European Community.

 

Studi consolidati confermano la necessità di tenere sotto controllo la sua presenza al fine di contenerne il rischio a valori tanto bassi quanto ragionevolmente ottenibili, facendo le dovute considerazioni economiche e sociali.

Il radon costituisce un problema complesso che deve essere affrontato attraverso interventi che riguardano la conoscenza della situazione del territorio,  eventuali strategie progettuali per le nuove abitazioni ed appropriate azioni di rimedio per le abitazioni esistenti.

Campagna di monitoraggio

 

La Regione Lombardia, attraverso la Direzione Generale Sanità e l'ARPA, ha programmato una campagna di misure del gas radon in edifici (indoor) distribuiti in tutto il suo territorio, al fine di individuare eventuali aree ad elevata probabilità di alte concentrazioni di radon (le cosiddette "radon prone areas").

Questa attività viene realizzata in collaborazione dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) e dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) della Lombardia.

E’ stato predisposto un piano di mappatura, tenendo conto delle misure di radon già effettuate in passato e delle caratteristiche geologiche e morfologiche del territorio; la Lombardia è stata suddivisa in aree, in ciascuna delle quali sono stati individuati circa 10 punti di misura, per un totale di circa 4000 siti.

I locali degli edifici in cui si eseguono le misure di radon, individuati in genere su segnalazione dei Comuni interessati, sono rispondenti a caratteristiche prestabilite (tipologia edilizia, destinazione d’uso, piano, ecc..).

L’indagine viene svolta utilizzando un sistema di misura molto semplice, che prevede il posizionamento nel locale di interesse, a cura di operatori della ASL e a partire dagli inizi di ottobre 2003, di un piccolo campionatore di plastica contenente materiale sensibile al radon.

Tale campionatore, che non dovrà mai essere rimosso, spostato o aperto, rimarrà sei mesi nel locale e poi nella primavera 2004 verrà sostituito con uno nuovo, che a sua volta rimarrà in loco per altri sei mesi. È necessario eseguire misure di lunga durata perché le concentrazioni di radon sono influenzate da molti fattori, tra cui ad esempio le condizioni metereologiche, e variano a seconda del periodo dell'anno e del giorno. Al termine di ciascun semestre i campionatori verranno ritirati dagli operatori della ASL e sottoposti a misure di laboratorio a cura dell’ARPA per determinare la concentrazione di radon presente nei locali in esame.

Durante i periodi di campionamento, i locali interessati potranno essere utilizzati come di consueto. Le misure così eseguite non comportano alcun tipo di rischio, né disagio; si richiede solo un poco di attenzione affinché i campionatori non vengano danneggiati o persi. Al termine dell'indagine  saranno forniti dall'ARPA i risultati delle misure eseguite.

 

 

Il monitoraggio nell'ASL di Lecco

 

I Comuni interessati nella Provincia di Lecco sono complessivamente 27, nell'ambito dei quali sono stati individuati 280 edifici, nei quali verrà posizionato un dosimetro, precisando che nel 10% degli edifici i i dosimetri da posizionare sono 2, quindi in totale verranno posizionati 308 dosimetri. Pertanto in Provincia di Lecco gli operatori dell'ASL, a partire dai primi di ottobre si recheranno negli edifici individuati nei Comuni, riportati di seguito, per dare inizio alla campagna di monitoraggio del radon.

 

Comuni oggetto dell'indagine

 

Abbadia Lariana, Ballabio, Bellano, Bosisio Parini, Brivio, Casargo, Casatenovo, Colico, Cortenova, Costamasnaga, Crandola Valsassina, Cremeno, Dervio, Introbio, Lecco, Mandello del Lario, Merate, Oggiono, Olgiate Molgora, Oliveto Lario, Paderno d'Adda, Pagnona, Premana, Santa Maria Hoè, Valmadrera, Varenna, Vercurago.

 

 

L’Ufficio Comunicazione resta a Vs. disposizione per ogni ulteriore informazione

 

Nel ringraziarVi della collaborazione Vi porgiamo i nostri più cordiali saluti

 

Il Direttore Generale

Dott. G. Walter Locatelli