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l.r. n. 23/99: “Politiche regionali per la famiglia”

BANDO Anno 2006 progetti innovativi ( art. 4 comma 2;art 5 comma1)

Destinatari del bando

 

v     Associazioni di solidarietà familiare iscritte nel registro regionale ex l.r. n°23/99

v     Associazioni iscritte nei registri regionali o provinciali del registro ex l.r. n°28/96

v     Organizzazioni di volontariato iscritte nelle sezioni regionale o provinciali del registro ex l.r. n°22/93

v     Cooperative sociali iscritte nella sezione A dell’albo regionale ex l.r. n. 16/93 confermata dalla ex l.r. 21/03

v     Enti privati con personalità giuridica riconosciuta ex D.P.R. 361/2000 iscritti al registro regionale

v     Enti ecclesiastici con personalità giuridica ex legge 222/85

v     Associazioni femminili iscritte al registro regionale delle associazioni femminili ex l.r.16/92.

 

Ambiti di progettazione

 

1.      Potenziare la ricettività dei servizi di asili nido, anche mediante il convenzionamento con i soggetti che gestiscono tali servizi secondo gli standard qualitativi ed organizzativi definiti dalla Giunta Regionale( art. 4 .comma 2, lettera b)

Azioni di integrazione e potenziamento delle attività svolte da asili nido e dai servizi per la prima infanzia come definiti dalla D.G.R. 20588 del 11.02.2005, ovverosia dai nidi, micronidi, nidi famiglia e centri prima infanzia. Scopo dei progetti: valorizzare ed utilizzare tutte le risorse ed opportunità–spazi, tempi di apertura, le attività, sinergie con la rete locale di solidarietà familiare e con i servizi per la prima infanzia presenti sul territorio, per sostenere azioni innovative e sperimentali anche a favore della partecipazione di bambini disabili e di bambini figli di madri sole prevedendo, oltre al coinvolgimento degli abituali fruitori del servizio, anche quella di altri bambini e delle loro famiglie.

2.      Combattere il fenomeno della dispersione scolastica. art. 4 .comma 2, lettera g)

Sostenere i percorsi formativi dei minori aiutandoli a maturare responsabilmente la piena consapevolezza della propria persona e delle proprie capacità anche in vista del raggiungimento del successo formativo. Le specifiche azioni devono collocarsi in un progetto educativo e formativo personalizzato che deve prevedere, laddove possibile, il coinvolgimento della famiglia, della scuola, delle agenzie educative e sportive del territorio e dei servizi territoriali

Azioni “tipo”del progetto:

v     aiuto allo studio e sostegno scolastico anche attraverso attività sperimentali di recupero degli apprendimenti e di sostegno al raggiungimento del successo formativo;

v     percorsi di orientamento/rimotivazione;

v     attività di ascolto e sostegno nei percorsi di assunzione di responsabilità e autonomia

v     coordinamento con interventi di socializzazione in cui la proposta di utilizzo del tempo libero si connota in termini educativi

 


 

3.      Organizzare ed attivare esperienze di associazionismo sociale, atto a favorire il mutuo aiuto nel lavoro domestico e di cura familiare, anche mediante l’organizzazione di banche del tempo. ( art. 5 comma 1 lettera a)

v     Auto-mutuo aiuto:I progetti prevedono interventi a gestione solidaristica di aiuto domiciliare o a persone ricoverate, che vedono la famiglia quale protagonista attivo nella promozione dell’aiuto reciproco nel sostegno alle fasce più deboli.

v     Banche del tempo: I progetti si riferiscono alla promozione, organizzazione e gestione delle banche del tempo o altre idonee modalità di incontro domanda/offerta per la realizzazione di attività volontaria a carattere educativo e di cura rivolte a famiglie, minori, disabili, anziani.

4.      Promuovere iniziative di sensibilizzazione e formazione al servizio delle famiglie, in relazione ai loro compiti sociali ed educativi ( art. 5 comma 2 lettera b)

I progetti promuovono le iniziative dell’associazionismo familiare, la sensibilizzazione e formazione delle famiglie. Tali progetti evidenziano il ruolo fondamentale della famiglia nella prevenzione del disagio e dei fattori sociali di rischio. .

 

Le risorse a disposizione: €276.000,00

 

v     65% (€179.400,00) ai progetti da attivare a norma dell’art.4, comma 2, lettere b), g);

v     35% (€ 96.600,00) ai progetti da attivare a norma dell’art.5, comma 1 lettere a), b);

 

art.4, comma 2 lettere b) g)

I destinatari delle risorse:

v     Associazioni di solidarietà familiare operanti singolarmente o in partnership con altri soggetti non profit : 70 %

v     Altri soggetti non profit : 30%

 

art.5 comma 1 lettere a) e b)

I destinatari delle risorse:

v     Associazioni di solidarietà familiare 50 %

v     Altri soggetti non profit 50%

 

Progetti di nuova presentazione

La regione finanzia fino al 70% del costo complessivo del progetto stesso e comunque non oltre:

 

v     €25.822,84 per i progetti presentati da un singolo soggetto ai sensi dell’art. 4 comma 2 lettera b) e g),

v     €40.000,00 per i progetti presentati da associazioni di solidarietà familiare in partnership con altri soggetti non profit; ai sensi dell’art. 4 comma 2 lettera g),

v     €15.000,00 per i progetti presentati ai sensi dell’art. 5 comma 1, lettere a), b)

 

Ogni associazione/ente può presentare 1 solo progetto ai sensi dell’art.4 e 1 solo progetto ai sensi dell’art.5


Continuazione di progetti finanziati e attivati a seguito dei Bandi 2004 e 2005 solo per l’art.4, comma 2 lettera g)

 

v     Continuazione bando 2005: 40% del costo complessivo del progetto stesso e, comunque, non oltre €14.755,91.

v     Continuazione bando 2004: 25% del costo complessivo del progetto stesso e, comunque, non oltre €9.222,44.

 

 

Inammissibilità dei progetti

 

Non sono ammessi al cofinanziamento regionale i progetti:

v       che saranno inviati alle Aziende Sanitarie Locali o al Comune di Milano oltre il termine indicato dal bando;

v       che si configurano come attività commerciale;

v       che beneficiano di finanziamenti ai sensi di altre norme regionali, nazionali, comunitarie di settore

v       che risultano privi dell’indicazione delle fonti e delle entità di finanziamento atte a coprire tutti i costi del progetto stesso;

v       che sviluppano attività non riconducibili ai criteri riportati dal presente bando.

v       che sono presentati da enti che alla scadenza del termine di presentazione dei progetti alle ASL e Comune di Milano non risultino iscritti ai rispettivi registri ;

v       che, svolti in collaborazione/partnership, individuano un “capofila” diverso da un associazione di solidarietà familiare iscritta al registro regionale ;

v       che sono privi della formalizzazione del rapporto di partnership/collaborazione con l’indicazione del soggetto capofila sottoscritta dai legali rappresentanti degli enti partner;

 

Presentazione delle domande

 

Ogni domanda deve:

v     Accompagnare un progetto relativo ad un solo ambito di intervento

v     Essere redatta in carta libera secondo il modello

v     Essere firmata dal legale rappresentante del soggetto giuridico proponente

v     Essere corredata dallo “schema tecnico per la presentazione dei progetti” rispettivamente per l’art.4 lettera b) o g) e/o per l’art.5, comma 1 lettera a) o b)

v     Pervenire ai protocolli generali delle singole Aziende Sanitarie Locali e/o al protocollo del Settore Servizi socio-sanitari del Comune di Milano entro e non oltre il giorno 24 maggio 2006

v     Per i progetti sul contrasto alla dispersione scolastica (ai sensi dell’art. 4 comma 2 lettera g) occorre sia compilato anche il modulo per i soggetti partner del progetto.

 

Tempi e modalità di attuazione dei progetti

 

Periodo massimo finanziabile: un anno dalla data di avvio del progetto stesso.

Per la realizzazione di ogni progetto le ASL/Comune di Milano, entro 2 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie, devono stipulare i contratti con i soggetti gestori.

Non è prevista la possibilità di delega ad un altro soggetto per la gestione del progetto.

I progetti devono iniziare entro 3 mesi dalla firma del contratto e concludere la propria attività entro 12 mesi dalla comunicazione di avvio dell’attività stessa.

Non saranno concesse proroghe dei tempi. I progetti attivati ai sensi del presente bando potranno avere inizio a partire dal 1 settembre 2006.

 

Logo Regionale

 

Qualora lo svolgimento del progetto preveda la realizzazione di materiali o eventi di informazione e/o comunicazione, sugli stessi dovrà essere stampato il logo tipo regionale. La richiesta deve essere presentata all’ASL di competenza che rilascerà la relativa autorizzazione.

 


Schede guida per la realizzazione dei progetti innovativi in attuazione dell’art. 4, comma 2 lettere b) e g) l.r. 6 dicembre 1999 n. 23 “Politiche regionali per la famiglia” BANDO 2006

 

Art.4, comma 2

AMBITI DI INTERVENTO

REQUISITI E CRITERI ORGANIZZATIVI

lettera b)

Potenziare la ricettività dei servizi di asili nido, anche mediante il convenzionamento con i soggetti che gestiscono tali servizi secondo gli standard qualitativi ed organizzativi definiti dalla Giunta Regionale

I progetti prevedono azioni di integrazione e potenziamento delle attività svolte da asili nido e, per analogia, dai servizi per la prima infanzia come definiti dalla D.G.R. 20588 del 11.02.2005, ovverosia dai nidi, micronidi, nidi famiglia e centri prima infanzia. Scopo dei progetti è quello di valorizzare ed utilizzare in modo flessibile tutte le risorse ed opportunità – in termini di spazi, tempi di apertura, attività, sinergie con la rete locale di solidarietà familiare e con i servizi per la prima infanzia presenti sul territorio – per sostenere azioni innovative e sperimentali anche a favore della partecipazione di bambini disabili e di bambini figli di madri sole prevedendo, oltre al coinvolgimento degli abituali fruitori del servizio, anche quello di altri bambini e delle loro famiglie del territorio.

lettera g)

Combattere il fenomeno della dispersione scolastica.

I progetti devono essere rivolti a sostenere i percorsi formativi dei minori aiutandoli a maturare responsabilmente la piena consapevolezza della propria persona e delle proprie capacità anche in vista del raggiungimento del successo formativo. Le specifiche azioni devono quindi trovare un orizzonte comune in un progetto educativo e formativo personalizzato che deve prevedere, laddove possibile, il coinvolgimento della famiglia, della scuola, delle agenzie educative e sportive del territorio e dei servizi territoriali, quali attori che concorrono sinergicamente ad un percorso di crescita globale. A titolo esemplificativo i progetti potrebbero prevedere le seguenti azioni: aiuto allo studio / sostegno scolastico anche attraverso attività sperimentali di recupero degli apprendimenti e di sostegno al raggiungimento del successo formativo; percorsi di orientamento/rimotivazione; attività di ascolto e sostegno nei percorsi di assunzione di responsabilità e autonomia coordinamento con interventi di socializzazione in cui la proposta di utilizzo del tempo libero si connota in termini educativi

 


Schede guida per la realizzazione dei progetti innovativi in attuazione dell’art. 5, comma 1 lettere a) e b) l.r. 6 dicembre 1999 n. 23 “Politiche regionali per la famiglia” BANDO 2006

Art. 5, comma 1

AMBITI DI INTERVENTO

REQUISITI E CRITERI ORGANIZZATIVI

lettera a)

Organizzare ed attivare esperienze di associazionismo sociale, atto a favorire il mutuo

Auto-mutuo aiuto: I progetti prevedono interventi a gestione solidaristica di aiuto domiciliare o a persone ricoverate, che vedono la famiglia quale protagonista attiva nella promozione dell’aiuto reciproco nel sostegno alle fasce più deboli.

 

aiuto nel lavoro domestico e di cura familiare, anche mediante l’organizzazione di banche del tempo.

Banche del tempo: I progetti si riferiscono alla promozione , organizzazione e gestione delle banche del tempo o altre idonee modalità di incontro domanda/offerta per la realizzazione di attività volontaria a carattere educativo e di cura rivolte a famiglie, minori, disabili, anziani.

lettera b)

Promuovere iniziative di sensibilizzazione e formazione al servizio delle famiglie, in relazione ai loro compiti sociali ed educativi

I progetti promuovono le iniziative dell’associazionismo familiare, la sensibilizzazione e formazione delle famiglie. Tali progetti evidenziano il ruolo fondamentale della famiglia nella prevenzione del disagio e dei fattori sociali di rischio.