Farmaci generici

 

Cosa sono i farmaci generici
Denominazione e prescrizione
Quali vantaggi offrono
Generici e spesa farmaceutica
La situazione europea

I riferimenti normativi
Pieghevole per gli assistiti

Tabella dei generici disponibili (agg. 21/09/00)

I primi risultati della prescrizioneBlog

 

Cosa sono i farmaci generici

I farmaci generici sono medicinali il cui principio attivo, già ampiamente utilizzato in terpia, non è più coperto da brevetto. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità i farmaci generici sono medicinali bioequivalenti alle specialità medicinali da cui derivano e quindi perfettamente intercambiabili.
In altre parole, alla scadenza del brevetto di una specialità, le officine farmaceutiche autorizzate possono riprodurla e registrarla in Italia come "farmaco generico" a condizione che siano rispettate le seguenti condizioni:

  • vi sia un analogo contenuto in principio attivo come qualità e quantità
  • risulti una bioequivalenza da un punto di visto farmacologico e cinetico con la specialità di riferimento (stesso assorbimento, stessi livelli ematici di picco e valle, stessa permanenza in circolo, stessa velocità di eliminazione)
  • vi sia una sovrapponibilità per efficacia clinica
  • venga commercializzato senza marchio e senza nome di fantasia ma con la Denominazione Comune Internazionale del principio attivo, seguito dal nome del produttore
  • abbia un prezzo inferiore del 20% rispetto alla specialità di riferimento

Il farmaco generico, oltre ad avere i requisiti sopra esposti, deve superare gli stessi controlli di qualsiasi altro medicinale prima di ottenere l’autorizzazione alla commercializzazione da parte del Ministero della Sanità ed essere disponibile in Farmacia. Il farmaco generico garantisce quindi la stessa qualità ed efficacia della specialità di riferimento, ad un prezzo inferiore.

Denominazione e prescrizione

  I farmaci generici non possono avere nomi di fantasia; prendono invece il nome dalla Denominazione Comune Internazionale (DCI) del principio attivo, seguito dal nome dell’Azienda che li produce e ne garantisce i requisiti di qualità. Questo consente un più facile riconoscimento del farmaco stesso, un preciso riferimento alle sue caratteristiche farmacologiche ed una associazione immediata alle sue indicazioni.
Come si prescrivono
I farmaci generici vengono prescritti con le medesime modalità dei farmaci etici tradizionali:

  • ricetta rossa SSN per i farmaci in classe A o B, rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale
  • ricetta bianca ("ripetibile", "non ripetibile", "speciale") per quelli in classe C con obbligo di prescrizione

Quali vantaggi offrono

Il vantaggio fondamentale dei farmaci generici risiede nel fatto il medico può continuare a prescrivere gli stessi principi attivi che ritiene più sicuri ed efficaci e che prescrive già abitualmente da tempo sotto diversi nomi di fantasia, ad un prezzo mediamente del 20% più basso. Questo consente una riduzione della spesa farmaceutica complessiva, a parità di qualità ed efficacia, per i farmaci in classe A e B a totale o parziale carico del SSN ed una riduzione della spesa diretta del cittadino per i farmaci di classe C soggetti a prescrizione o per i farmaci con nota CUF. La prescrizione di generici consente altresì di spostare i propri budget farmaceutici indirizzandoli (quando se ne ravvisa la necessità) verso farmaci etici innovativi senza incremento globale della spesa.
Il risparmio che si ottiene attraverso la prescrizione del generico, riducendo globalmente la spesa farmaceutica, rende possibile l’inserimento in classe A e B a carico del SSN, di nuovi farmaci anche se con profili costo/efficacia ancora elevato

Generici e spesa farmaceutica

  Nel 1999 vi è stato a livello nazionale un incremento medio della spesa farmaceutica di +11,5%, con una spesa di oltre 14.500 miliardi, sfondando il tetto di spesa programmato, mentre nella nostra ASL l’incremento ha superato il +12,5%.
Le motivazioni generali sono sostanzialmente riconducibili a due aspetti ineludibili:

  • l’aumento dell’età media dei pazienti e la conseguente maggiore incidenza delle patologie croniche della terza età porta questi cittadini ad essere i maggiori consumatori di farmaci ed i destinatari delle maggiori risorse del SSN
  • l’introduzione di farmaci innovativi a più alto costo, ovvero di farmaci indispensabili che offrono la possibilità di affrontare patologie per le quali non esisteva una adeguata risposta terapeutica

La maggior diffusione di farmaci a più basso costo quali i generici, consente, almeno parzialmente, di compensare questo incremento di spesa sia pubblica che privata. Accanto ovviamente agli obiettivi di appropriatezza e di razionalizzazione delle prescrizioni farmaceutiche, è proprio questa la soluzione adottata dai principali paesi europei.

Vediamo quindi una breve panoramica sulla diffusione dei farmaci generici in Europa.

 

Farmaci

Specialità Generici
Regno Unito
E' il Paese europeo dove è più alta la prescrizione di farmaci generici. Già nel 1994 la diffusione del generico era tale da coprire il 42% del totale delle prescrizioni, con una stima di aumento della quota al 70% alla fine del 2000. Per quanto riguarda il valore di mercato, la quota di diffusione del generico raggiungeva il 13% della spesa farmaceutica totale.
Germania
Il generico ha avuto un crescente sviluppo fin dagli anni '80 toccando, nel 1996 la quota del 40% come entità delle prescrizioni per un valore che rappresenta circa il 30% della spesa farmaceutica. E' infatti qui maggiormente diffuso il generico "branded", più costoso del generico puro.
Olanda
La diffusione del generico rappresentava qui nel 1996 circa il 20% del mercato con un fatturato equivalente a circa il 10% della spesa farmaceutica complessiva. Oggi la diffusione è stimata intorno al 30%
Francia
Solo in questi ultimi anni si è iniziata la diffusione del generico attraverso una politica di incentivazioni. Dati del 1997 collocano la diffusione del generico complessivamente intorno al 3,3% con prospettive di crescita fino al 15% entro la fine del 2000.
Italia
La situazione italiana si presenta in forte ritardo rispetto a questi paesi europei. Le principali cause sono da ricondurre ai seguenti fattori:
  • mancanza di una legislazione specifica sui generici
  • eccessiva protezione brevettuale (20 anni) a cui si somma, con l'introduzione del "Certificato di protezione supplementare" nel 1991, il tempo intercorrente tra la data della domanda del brevetto e l'autorizzazione alla immissione in commercio (fino ad un massimo di altri 5 anni)
  • politiche aziendali più orientate alla commercializzazione piuttosto che allo sviluppo della ricerca e delle capacità produttive

Il risultato è quindi una scarsa diffusione del generico che viene stimato intorno allo 0,3 - 0,4% della prescrizione farmaceutica totale, con valori del tutto irrisori come fatturato.